Un omaggio al grande pianista e compositore codognese, protagonista della recente mostra antologica organizzata dalla Pro Loco di Codogno
Ci sono artisti che, pur avendo portato il proprio talento ben oltre i confini della città natale, rimangono profondamente legati al luogo da cui sono partiti. Piero Bassini è uno di questi. Pianista e compositore jazz, nato a Codogno nel 1952, Bassini rappresenta da decenni una delle personalità musicali più significative espresse dalla Bassa Lodigiana. Il suo nome è entrato nella storia del jazz italiano grazie a una ricerca musicale personale, capace di mettere in dialogo la tradizione pianistica europea e il linguaggio moderno del jazz.
Proprio per raccontare e valorizzare questa lunga esperienza artistica, la Pro Loco di Codogno ha recentemente dedicato a Bassini la mostra antologica “Il suono dell’anima: Piero Bassini”, allestita nella sede dell’associazione dal 3 al 5 luglio 2026, con inaugurazione venerdì 3 luglio. L’iniziativa è stata pensata come un percorso fatto di notizie e testimonianze dedicate al grande pianista codognese.
Dalle prime esperienze al jazz
La storia musicale di Bassini comincia a Codogno, dove studia pianoforte classico per sei anni. Nel corso della sua formazione si avvicina progressivamente al jazz, fino all’esordio nel 1976 alla Rassegna nuovi talenti del jazz italiano promossa dall’Università Statale di Milano. Nello stesso periodo arriva anche l’esperienza di Umbria Jazz, alla quale parteciperà nuovamente nel 1978 e nel 1984.
Milano diventa quindi uno dei luoghi fondamentali della sua crescita artistica. Al Capolinea, storico locale milanese, Bassini incontra Guido Manusardi e Santino Palumbo, con i quali approfondisce lo studio del pianoforte jazz. Da qui prende forma un percorso professionale destinato a portarlo a collaborare con musicisti italiani e internazionali di primo piano.
Tra le sue collaborazioni spicca quella con il sassofonista americano Bobby Watson, con il quale incide diversi album. Appointment in Milano, in particolare, ottiene nel 1986 un importante riconoscimento dalla critica del New York Times. La sua musica viene inoltre recensita da numerose riviste specializzate internazionali, dal britannico Jazz Journal al francese Jazz Magazine, fino al giapponese Swing Journal.
Una voce personale al pianoforte
Il tratto forse più interessante della musica di Bassini è proprio la sua capacità di non rinunciare alle proprie radici pur muovendosi pienamente nel jazz. Il Comune di Codogno descrive il suo linguaggio come moderno, ma fondato sulla grande tradizione del pianismo romantico europeo, con una particolare attenzione alla pronuncia ritmica e al senso del tempo, elementi fondamentali del jazz. Tra i suoi riferimenti figura soprattutto Bill Evans.
È questa sintesi tra eleganza melodica, ricerca armonica e libertà jazzistica a rendere riconoscibile il percorso di Bassini. Una ricerca che passa attraverso numerose incisioni, dal primo Tonalità del 1976 fino ai lavori successivi, compreso Lush Life, registrato in piano solo nel 1991 e segnalato dalla rivista Musica Jazz tra i migliori dischi di jazz italiano dell’anno.
Il legame con Codogno
La mostra della Pro Loco ha avuto dunque un significato che va oltre il semplice omaggio a un musicista. Raccogliere testimonianze e documentare la vicenda artistica di Bassini significa restituire alla comunità una parte importante della propria memoria culturale.
Bassini, infatti, non è soltanto un artista che ha portato il nome di Codogno sui palcoscenici del jazz: è anche un musicista che ha continuato a mantenere un rapporto con la propria città. Ancora oggi vive a Codogno e affianca all’attività artistica quella didattica, insegnando pianoforte.
E il rapporto con il pubblico non appartiene soltanto al passato. Nel dicembre 2025 Bassini è tornato a esibirsi nella sua città con il Piero Bassini Trio, insieme a Giorgio Muresu al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria, in un concerto che ha registrato il tutto esaurito e una calorosa accoglienza del pubblico.
Una mostra per custodire una storia
“Il suono dell’anima” è quindi un titolo particolarmente significativo. Perché la vicenda di Piero Bassini non è soltanto una successione di concerti, dischi e collaborazioni prestigiose. È la storia di una voce musicale nata a Codogno e cresciuta attraverso decenni di ricerca, incontri e sperimentazione.
La scelta della Pro Loco di dedicargli una mostra antologica contribuisce a fissare questa storia nella memoria della città, offrendo alle nuove generazioni l’occasione di conoscere un protagonista della cultura musicale codognese. Un modo concreto per ricordare che anche da una città della Bassa può nascere un artista capace di dialogare con il mondo.
Piero Bassini continua così a essere, per Codogno, qualcosa di più di un celebre pianista: è una presenza della sua identità culturale. E la recente mostra della Pro Loco ha avuto il merito di riportare al centro dell’attenzione proprio questo legame, trasformando fotografie, documenti e testimonianze in un racconto collettivo.
Un racconto che, come la musica di Bassini, non ha bisogno di confini: parte da Codogno e continua a viaggiare.

